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Aggiornato il: mar 26

Vorrei ospitare con Voi questa nuova primavera.


Ma anche l'inverno che s'allontana, Signore


e padre nostro misconosciuto;



inneggiare alla meravigliosa realtà del mondo


per un momento escludendo


il nostro genere detto "umano";



salutare con un musicale "Namaste"


il "divino che è in te"


oh santa santa santa Natura!



ed entrare con musica e poesia, solo così


in quel non più strumentale Paradiso


a cui sempre ci appoggiamo



Chi sa veramente quanto sia santo, santo, santo


questo tutto che qui andiamo ospitando


come un vero paradiso?



Là dove nell'erba raramente ci distendiamo,


e per sport, per hobby umano intersechiamo,


per ciò che "basta" e "serve".



Amici, non è più tempo d'utilità e sopravvivenza


né di falsa beatitudine e falsa coscienza,


la vita ci chiama come veri angeli;



là dove vivono intrecciate Musica e Visione,


fuori da condotte troppo umane,


nel tutto di cui poco ci accorgiamo;



là dove in pura Presenza e pura Semplicità


il tutto accade, e la sua Eternità


è in cose minime e fragilissime.



Amici, lasciamo la ferrea Ragione indietro,


e l'Io, gettiamo quel filo arrugginito


con cui andiamo recintando l'immenso!



Se solo con pari Eternità di nessuna Pretesa


ci preparassimo a ricever il vero paradiso...


anche all'umano esso s'aprirebbe!



Perciò su questa mia composizione,


qui vissuto fuori da ogni ragione


ricade il mio sapere concreto


Il brano musicale a cui mi riferisco è qui di seguito pubblicato. Buon Ascolto/Visione.

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